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Explore / December 29th, 2021

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Pretty soon, if the smaller growth takes off, this island will need to be renamed.
Shot with Rolleiflex TLR on Ilford FP4+. Blazinal developed.

Tags:   Black and White B and W Blazinal Film Film Photography Ishootfilm Ilford FP4 Plus ilford Medium Format Muskoka Nature island Lone tree Ontario Rolleiflex Rolleiflex 3.5 Rolleiflex TLR Skeleton Lake mimimalism long exposure YBSNature2

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Tags:   YBSNature21 #asiatischerblütenhartriegel #hartriegel #blütenhartriegel #cornuskousa #früchte #cornus #dogwood #garten #garden #mysecretgarden #meingeheimergarten #fruit #strauch #shrub #pflanzen #plants #pflanzenwelt #pflanzenfotografie #natur #nature #naturephotogra

N 294 B 17.5K C 88 E Aug 19, 2021 F Aug 19, 2021
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For an English intro, see this: www.flickr.com/photos/white-angel/51386904506/
My lil research here below will be steadily enriched with new details and bibliographic notes, as long as I deepen in the subject and I receive contacts by more expert ppl.
I'm adding more & more some of my notes while I'm making a number of new lil discoveries which will integrate this topic ...

⭐ Explored 2021/12/29 ⭐
www.flickr.com/photos/white-angel/51387911731/in/explore-...
(Manually chosen by David's In-Explore team and by the YBS Flickr Mgmt. among the photos in the thematic threads of the official Group Your Best Shot 2021).
Selected from the topic "Your Best Flower Shot 2021" : www.flickr.com/groups/yourbestshot2021/discuss/7215772191...

Explore on Fluidr # 400 > 393
All the photos explored on Dec. 29 from Fluidr :
www.fluidr.com/explore/interesting/2021/12/29


Questo mio post è stato ispirato da un fatto stupendo, verificatosi il giorno 15 agosto 2021, Ferragosto! Possiedo da oltre cinque anni un Filodendro che non era mai fiorito né aveva mai fruttificato. Questa pianta è molto diffusa anche in Italia, l’ho spesso vista ma non ne avevo mai notata nessuna che potesse fiorire. Il 1° luglio quella che pareva una nuova foglia sull’apice ha cominciato a prendere le sembianze di una pannocchia verde che è cresciuta e si è sviluppata per circa 45 giorni senza mai aprirsi. A Ferragosto da verde è diventata bianca, di un bianco quasi ottico, assumendo le sembianze di un fiore che in poche ore si è aperto rivelando il suo frutto.
Il fatto mi è sembrato piuttosto prodigioso, considerando che per 5 anni la mia pianta, pur crescendo rigogliosa e raggiungendo l’altezza di 150cm, non era mai fiorita.
Questo mi ha spinta dapprima a fotografarla da varie angolature e poi a compiere una piccola ricerca dovuta al grande entusiasmo e alla curiosità irrefrenabile causate da questo strano avvenimento.
Ho scoperto alcune informazioni che non conoscevo e che volentieri estendo, soprattutto nella speranza di essere letta da qualche fotografo/a presente su Flickr, con passione o esperienza botanica, il quale possa aggiungere qualche dettaglio maggiormente tecnico o qualche considerazione personale ma, soprattutto, convalidare quanto ho finora scoperto e se l’avvenimento da me descritto è davvero raro come penso.
Il linguaggio botanico è estremamente tecnico, di non facile conoscenza per i non esperti, così dapprima scriverò nella mia lingua madre, l’Italiano.
Ho ultimato questa ricerca empirica e compilativa poche ore fa, perciò sicuramente contiene inesattezze ed é passibile di ulteriori migliorie. Ringrazio pertanto fin d'ora tutti coloro che vorranno contribuire ad ampliarla.

White Angel

(Since the botanical language is extremely technical, not well known by non-experts, I will first of all write this post in Italian, my mother tongue).
More details will be added-on my post as soon as I deepen in this subject. Tuned!
White Angel

Ref. Paradise Flower 045 (post II macro)

©WhiteAngel Photography . All rights reserved for the photo and the text. Any reposting, reblogging, sharing, printing, publishing (on or offline) must be priorly authorized upon my written permission. Don't weak up my alter-ego because I'm capable to shame any offender through a copyright infringement iter with all its consequent legal ramifications.


MONSTERA DELICIOSA
Pianta fanerogama monocotiledone e autoimpollinante.

=> La mia ricerca é finalizzata anche a richiamare l'attenzione degli esperti su alcune caratteristiche morfologiche interessanti che, pur denotando l'altissimo stato di evoluzione raggiunto da questa pianta, la possono far ritenere una pianta ancestrale, tale da indurmi per il momento a prendere le distanze dal descriverla come appartenente alle spermatofite angiosperme (come sembrerebbe e come viene di solito classificata in botanica) ma piuttosto come una gimnosperma primordiale dove però l'inseminazione non é né entomofila né zoofila e nemmeno anemofila per via aerea come di solito avviene nelle gimnosperme da cui, tra l'altro, differisce in tanti aspetti, tra i quali, la marcata profumazione dei propri organi di diffusione (vedi fiore-frutto).

Classificazione, provenienza e descrizione

Specie: Monstera
Nome comune generico: Filodendro.
Genere: Philodendron (il nome del genere deriva dal greco antico "phileo" (amare) e "dendron" (albero), ossia si tratta di piante che amano gli alberi, tipicamente rampicanti.
Poiché la Monstera é spesso confusa con un albero dalle foglie strutturalmente simili, chiamato Philodendron bipinnatifidum (tossico per ingestione, inalazione e contatto) e produce un fiore a spadice che può richiamarsi allo Spatifillo, il quale a sua volta può avere una certa tossicità, sarebbe comunque meglio chiamarla con il suo nome specifico perché, per la confusione ingeneratasi con altre piante somiglianti, le vengono attribuiti erroneamente effetti dannosi.
Famiglia: Araceae.
Conosciuta anche come: Pianta del Pane

Etimologia: "Monstera" sembra possa derivare dal latino “monstrum”, cosa strana e prodigiosa (monstrum doesn't mean monster!), riferito forse all’altezza che può raggiungere nel suo habitat naturale (anche 6 metri!) o alle dimensioni delle foglie di alcune specie appartenenti al genere. Questo non è comunque accertato poiché altri testi parlano invece della impressionante estensione e lunghezza delle radici aeree che, nelle piante cresciute in habitat naturale, possono raggiungere la lunghezza e spessore di vere e proprie liane. Io ritengo che un altro prodigio sia il fatto che la foglia, crescendo, si scinde sempre più in lobi che a loro volta, crescendo, si scindono e moltiplicano sempre più (cifr. fenomeno eterofillia) quasi a ricordare la scissione cellulare nella maturazione dell’embrione.
Per le popolazioni che vivono nel suo habitat naturale , questa pianta ha una forte connotazione sacra, in quanto le ritengono un importanti “vettore” per portare agli Dei le loro preci e suppliche.
deliciosa: dal Latino
dēlĭcĭōsus [deliciosus], deliciosă, deliciosum
aggettivo I classe, nominativo fem. sing.
declinazione femminile singolare:
Nom deliciosă
Gen.deliciosae
Dat.deliciosae
Acc.deliciosam
Abl.deliciosā
Voc.deliciosă

Significato:
1 (di cosa) gradevole, piacevole, delizioso
2 (di persona) languido, effeminato, voluttuoso

Il lemma "deliciosa" nella sua declinazione é presente anche nel plurale neutro (nom. e voc.) deliciosa.

Breve digressione:
Una bufala (hoax) che gira sulla rete, anche purtroppo su certi Wiki nazionali e non del portale .org o del Paese originario dove é stata scritta la notizia fonte, é che viene chiamata "mostro", quindi si trova di tutto sul tema "come allevare un mostro", "posso tenere un mostro in camera" ecc. Come già evidenziato, il vocabolo latino monstrum non riflette il significato di mostro.
Ho scoperto che ciò é dovuto a cattive ripublicazioni delle notizie alla fonte da parte di siti e blog che traducono per es. in Russo o Cinese senza attribuire la paternità dell'opera e senza linkare al sito originale, dopodiché, con sistemi automatici di traduzione, lo ritraducono nelle lingue per loro straniere (per es. l'Italiano o l'Inglese) generando così davvero mostri! Traduzioni automatiche che spesso si prestano alla diffusione di fake news o di fraintendimenti colossali !

***

Provenienza: regioni tropicali dell’America centro e meridionale, in particolare il Messico e le foreste pluviali del Guatemala. Foreste pluviali del Borneo e dell’Indonesia . Pur essendo una pianta tropicale, la sua particolare resistenza e, una volta cresciuta, anche la sua robustezza, riesce a crescere anche nella MittelEuropa e nell’Europa meridionale dove, però, la sua fioritura è molto rara. (Episodi interessanti e documentati esistono per es. in Sicilia e Sardegna).

Descrizione del genere: comprende circa 50 specie di piante rampicanti, sempreverdi, con fusti provvisti di internodi, dai quali prendono origine radici aeree che si posano fissandosi al supporto su cui si sviluppano, integrando in tal modo anche l’approvvigionamento di elementi nutritivi, in primo luogo l’acqua.
Le foglie, presentando il fenomeno dell’eterofillìa (con due "L" e da non confondersi con l'eterofilia). Allo stadio giovanile, hanno lamina e margini interi; mentre allo stadio adulto ogni foglia si suddivide in lobi come se si moltiplicasse. Quando i lobi crescono, a loro volta formano dei fori , nell’Italiano arcaico pertugi (da cui il nome in Latino di Philodendron pertusum), che nuovamente li separano fino a formare ulteriori lobi. 8, 12, anche 22 o più… Questo fenomeno può vagamente richiamare la Parabola evangelica della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, (forse da questo il nome alternativo di “pianta del pane”?) o la forma della pannocchia può ricordare il mais utilizzato da molte popolazioni come "pane" ossia elemento base del loro nutrimento?
La specie più conosciuta del genere è Monstera deliciosa, comunemente denominata “filodendro”. E’ una pianta rampicante perenne dal fogliame sempreverde. I lobi della deliziosa possono sembrare delle dita o anche delle lance leggermente arrotondate, lunghe e strette che possono richiamare la forma di un ventaglio. Solo l’estremità centrale più lontana dal fusto è invece più corta e larga. La sua capacità di crescere e riprodursi con grande resistenza e robustezza la può rendere quasi infestante.
Monstera deliciosa o Philodendron pertusum: nel suo habitat originario e naturale può superare l’altezza di 6 m. e le foglie arrivano a misurare anche un metro di lunghezza e 60 cm. di larghezza. Nei nostri climi temperati ma piuttosto freddi nella stagione invernale le dimensioni sono notevolmente ridotte. Il fenomeno dell’eterofillia, in questa specie, è talmente accentuato che all’inizio fu classificata come appartenente al genere Philodendron albero e tutt’oggi volgarmente viene chiamata filodendro. Allo stadio giovanile infatti le foglie si presentano cuoriformi, con apice acuminato, lamina e margini interi (simili a quelle di molte specie di Philodendron).
Allo stadio adulto, invece, assumono l’aspetto caratteristico della specie con margini fortemente frastagliati e fori oblunghi sulla lamina sia lungo la nervatura centrale che nei segmenti.
A livello dei nodi emette radici avventizie sospese con funzione nutritiva e di sostegno.
In estate può produrre infiorescenze dapprima verdastre e poi bianche (anche se molto raramente avviene in appartamento), che compaiono isolate o a piccoli gruppi, costituite da uno spadice protetto da una spata (sorta di foglia modificata simile a un petalo unico molto spesso, carnoso e resistente) lunga 10-15 cm. di colore crema. Se sufficientemente maturo, il frutto di forma a pannocchia contenuto nel fiore ha un profumo e un aroma dolciastro che ricorda l’ananas, o un mix di frutta esotica con un sapore delizioso da cui probabilmente origina il suo nome (deliziosa). Questo frutto, se guardato attentamente, é immanicato in una specie di buccia con superficie granulosa a tessere penta o esagonali disposte e interconnesse a nido d'ape e la polpa interna é un aggregato di grani, simili ai chicchi di una pannocchia di mais. L’estremità di ogni granulo contiene dei piccolissimi “cristalli” aghiformi e pungenti, fastidiosi per lingua e palato, per cui, in genere, anche se molto buono come frutto, non viene venduto.
Quando il fiore si schiude rivela il frutto nel suo candore bianco, una volta caduto l’unico "petalo", lo spadice tende a prendere il colore verde ed inizia la sua lenta maturazione.
Di questa pianta in commercio se ne trovano alcune varietà tra le quali: “Borsigiana”, che presenta dimensioni più ridotte rispetto a quelle della specie tipo e ”Variegata”, che presenta foglie con striature gialle o bianco-crema, che tendono poi a diventare completamente verdi.

Benefici: la pianta produce una forte ionizzazione dell’ambiente dove viene inserita, purificando fortemente l’aria e arricchendola di molto ossigeno, rendendo la respirazione più facile e gradevole.
L’utilità del Filodendro nella depurazione e purificazione dell’aria è bene accertata e comunemente accettata in botanica.
Dal punto di vista emozionale, assistere alla fioritura del prodigioso frutto che raramente si presenta, contribuisce al fascino di questa pianta.
E’ una pianta sempreverde che di stagione in stagione cresce aumentando le sue dimensioni ed ha una vita che può raggiungere i 30 anni ed oltre. Le sue derivazioni germogliano facilmente, perciò è semplice ottenere sempre nuove piante per talea.

Posizionamento Essa va interrata o piantata in vaso in area umida e soleggiata ma mai in piena luce. Si acclimata approssimativamente entro i 10°C invernali ed i 30-35°C estivi in diffusa umidità. In Europa é quindi ideale come pianta d'appartamento o da esterni nelle zone più calde. Teme le gelate.

Proprietà farmacologiche maggiormente accertate: decotto di tutte le parti della pianta è benefico e curativo contro i reumatismi.

Controindicazioni : in soggetti allergici, come la maggioranza di tutte le piante, può produrre reazioni per via cutanea, digerente e, sembra, anche per inalazione anche se ciò appare non avere alcun fondamento in nessun trattato o ricerca medica o sperimentale sull’argomento.
Sono stati sporadicamente riscontrati alcuni casi di eritema e prurito a contatto con il lattice interno.
Non è invece assolutamente provato né documentato alcun sintomo o danno per via inalatoria nel caso di posizionamento della Monsteria all’interno di abitazioni, anzi, tutti potranno frequentemente notarla negli ingressi, salottini e corsie di ambienti e uffici pubblici ed anche sanitari come gli ospedali e gli ambulatori.
Come ogni pianta, emette molto ossigeno durante il giorno ed una certa quantità di anidride carbonica durante la notte e questo la rende assimilabile al comportamento di qualsiasi altra pianta.
Taluni soggetti allergici possono aver riscontrato reazioni al contatto con la linfa (non la “rugiada” endogena pura emessa dalle foglie) o pruriginose a contatto con le minutissime spine del frutto, quando ancora acerbo, microscopici aghetti che spariscono a maturazione raggiunta.
E possibile, almeno secondo quanto la mia ricerca ha fatto emergere, che soprattutto online alcune cattive traduzioni e ripubblicazioni delle descrizioni sul Filodendron, in particolar modo a cura di blog che ripubblicano nella loro lingua e poi ritraducono nelle lingue straniere, spesso senza alcuna autorizzazione da parte della fonte, unitamente alla somiglianza con il fiore dello Spatifillo, abbia ingenerato confusioni che scambiano la reale media tossicità di quest’ultimo con il fiore frutto della Monstera deliciosa, molto simile nell’aspetto a quest’ultimo ma del tutto innocuo, salvo alcune attenzioni da osservare.
Nonostante il nome comune benefico dello Spatifillo (Lilium della Pace, Peace Lily) eccone infatti le controindicazioni tossicologiche principali. Se le confronterete con le "bufale" che si raccontano sulla Monstera, anche sui Wiki nazionali, troverete l’esatta corrispondenza!
en.wikipedia.org/wiki/Spathiphyllum
=> Ergo: Spathiphyllum (altra pianta delle aracee con spata e spadice/oder plant beloging to the Arum Family but not to the genus Phylodendron) is not Monstera! “Although the Spathiphyllum is commonly called a "lily", the peace lily is not a true lily from the family Liliaceae. It still belongs to the Arum Family and is only midly toxic .
While true lilies are highly toxic (poisonous) to pets like cats and dogs, the peace lily spathiphyllum is only mildly toxic to humans and other animals when ingested. It contains calcium oxalate crystals, which can cause skin irritation, a burning sensation in the mouth, difficulty swallowing and nausea, but it does not contain the toxins found in true lilies, which could cause acute kidney failure in cats and some other animals”.
Solamente la presenza biunivoca degli ossalati di calico, confermata dagli esperti, potrebbe indurre a pensare che fra le due piante vi sia una qualche somiglianza benché lo Spatifillo non appartienga allo stesso genere Filodendro , pur facendo comunque parte della famiglia delle Araceae.
Agli appassionati di Wikipedia, consigliando di ricorrere sempre al sistema Wiki nella lingua principale della fonti, potrà intatti interessare che, se Wikipedia.org stressa molto sul concetto della tossicità di media portata dello Spathiphyllum, non eccepisce alcunché sulla purezza e non tossicità della Monsteria deliciosa, nonché sull'edibilità del suo frutto, raccomandando solo di mangiarlo unicamente se maturo, quando le tessere della sua buccia, ormai diventate da verdi a beige, cominciano da sole a separarsi e cadere e gli amidi della polpa diventano zuccherini e si é ormai liberato dei micro cristalli aghiformi che contengono Ossalato di Calcio. Un'unica segnalazione é mezionata per le foglie e le viti che, come in molte altre piante comuni, contenengono Ossalato di Potassio e possono dare origine a rash cutanei pruriginosi in soggetti predisposti. Questo comunque potrebbe succedere solo venendo in contatto con il lattice interno al sistema linfatico della pianta.

Fioritura:
Pur essendo diffuse anche in Europa, la fioritura di queste piante rampicanti in casa è davvero molto rara e quasi impossibile se la pianta è in vaso anziché interrata. In alcune regioni del Sud Italia come in Sicilia e Sardegna, si può comunque assistere al proliferare di queste piante laddove trovano un microclima a loro favorevole ed anche alla crescita dei suoi fiori che, giunti a maturazione, possono superare le dimensioni di una grande pannocchia mentre nel resto dell’Italia il raro frutto rimane molto più piccolo e difficilmente supera i 15cm di lunghezza alla base del peduncolo.
Per assistere a questo insolito avvenimento, è necessario creare condizioni quasi ideali per la pianta: esposizione alla luce non diretta, creazione di un micro-clima tropicale caldo e umido, accortezza nel ripulire le foglie dalla polvere ed eventuali parassiti (usare un panno inumidito in acqua a temperatura ambiente, leggera ma frequente nebulizzazione, protezione in acqua delle radici aeree mediante ampolle finalizzate a conferire l’acqua di cui necessitano).
Nel suo habitat naturale, la Monstera fiorisce con bellissimi fiori di colore bianco crema.
In natura succede ogni anno, ma raramente è possibile assistere alla sua fioritura in ufficio o in casa, specie nelle zone non tropicali e non endemiche come l’Europa, salvo il ricorso alla serra specialistica o zone dell’Europa meridionale caratterizzate dal clima particolarmente caldo e umido.


Il fiore/frutto:
La maggiore attenzione va osservata per quanto riguarda l’ingestione del suo frutto che, seppur non velenoso ed edibile, non va mai mangiato quando è acerbo, sia perché non ha ancora eliminato i suoi piccoli cristallini interni, una sorta di micro aghetti che sono leggermente pungenti e tendono ad aderire fastidiosamente alla parete del palato e della lingua, ma soprattutto perché contiene molti ossalati di calcio dannosi soprattutto se ingeriti da chi ha deficit renali, calcoli e o nefropatie in essere.
Questo frutto in botanica è considerato edibile ed il nome “deliciosa” lo manifesta eloquentemente.
In Europa meridionale esso matura in un periodo molto lungo che può superare anche i 15 mesi e non va mai mangiato quando è giovane (colore bianco) e nemmeno quando, con la stagionatura, tende a diventare verde ma solo quando il peduncolo su cui poggia il frutto si piega verso il basso e inizia a seccare, la buccia verde ricoperta di scaglie comincia a staccarsi autonomamente rivelando così dei granuli biancastri simili ai chicchi del mais o a denti. Per poter separare i granuli, i soli edibili in questo frutto, è necessaria molta cautela e pazienza in quanto la struttura interna modulare di questo frutto possiede delle innumerevoli lamelle di cui è possibile riconoscere le estremità tutto attorno allo spadice dai piccoli puntini di colore scuro che accentano ogni micro-cella della buccia, fatta a forma di nido d’ape (mini esagoni connessi tra loro). Queste lamelle vanno tolte ad una ad una, separate dai chicchi e anche dallo scheletro interno (immaginatevi una sorta di gheriglio della noce), anch’esso da eliminare. Perciò, per poter gustare questa prelibatezza, occorre conoscerla e saperla trattare da veri intenditori.
Tuttavia, molti forum sull’argomento frutta, piante e fiori d’appartamento riportano l’esperienza sorprendente di chi è riuscito a far maturare la “pannocchia” di questo fiore e ad assaggiarlo. I più lo descrivono come uno tra i frutti più buoni al mondo, forse il migliore in assoluto così come lo è il suo succo che, se opportunamente spremuto in un tessuto a trama fine che funga da “filtro” dei cristalli, può rappresentare una metologia più sicura per assaggiarlo, soprattutto per chi non è un esperto gourmet (esistono varie ricette di preparazione) e non sa trattarlo con le opportune cautele.
Il nome di Monsteria “deliciosa” ossia deliziosa è indubbiamente dovuto al profumo e all’aroma del suo fiore-frutto.
In generale, nel riportare le descrizioni ad esso riferentesi, ritengo sia sconsigliabile vivamente l’ingestione, soprattutto per i non esperti in botanica ed alta cucina e per persone che possono essere soggette a reazioni allergiche o con disturbi, disfunzioni o patologie, in particolare renali, basti pensare come proprio gli ossalati di calcio sono i maggiori fautori responsabili della formazione di calcoli nei reni così come un altro importante responsabile è l’alto residuo fisso nonché l'abbinamento dei sali di calcio e sodio contenuto in molte acque, sia potabili a rubinetto sia in bottiglia.

Propagazione:
per radicazione di talea apicale o di germoglio o derivazione laterale (detto "pollone") accompagnata da min. una foglia che includa l’internodo o ancora per distacco e interramento di una radice aerea che va piantata assieme ad almeno un germoglio. Per i più esperti: margotta per piante che risultino particolarmente spoglie nella parte basale.
E' una pianta che, se trova il giusto habitat, può crescere molto e diventare mediamente infestante.

Le radici: possiede radici interrate e sospese. Le radici aeree sono a forma di liana. Vengono emesse dalla pianta per trovare maggiore umidità.

Le foglie: sono coriacee e in ambiente naturale possono oltrepassare il metro di lunghezza, in appartamento solitamente raggiungono approssimativamente i 30/40cm.
Le piante Aracee possono presentare forme e dimensioni diverse a seconda della specie: si possono trovare foglie lobate, lanciolate, pennatifide, ossia foglie pennate a margine intero o discontinuo, con la lamina perforata in modo regolare o irregolare da eleganti incisioni che raggiungono il nervo mediano .
Il caso limite è rappresentato dalla M. obliqua expilata che presenta la lamina fogliare ridotta a poco più di un sottile segmento a livello delle nervature con un margine ridottissimo, che spesso si rompe in corrispondenza dei fori.
Le foglie producono una sorta di "lacrimazione" di acqua dal sapore di acqua pura, talvolta leggermente dolciastra. La linfa può invece risultare tossica, specie in soggetti allergici, questo come quasi ogni altra pianta.

White Angel

Many thanks to my acquaintance and Flickr friend,
M° Hughes Songe, for having inspired me during a very interesting little debate on pareidolia and atmospheric Art.


#AtmosphericPhotography by ©WhiteAngel aka łwAE .
Image & text copyrighted ©WhiteAngel Photography . All rights reserved for boh the photo and the text. Any unauthorized use on social nets, blogs or sites, on any media on or offline without my written agreement and consent will be followed up by a copyright infringement iter with all its consequent legal ramifications.

******* Ed ora viene il bello! And now comes the magic! *******
PAREIDOLIA,spazio all’immaginazione! Power to imagination!

Qualche mia riflessione (non tecnica e non accertata) ed alcune curiose considerazioni:
Più nello specifico, quello che può sembrare un petalo unico è in realtà una spata (detta anche bratta), ossia una foglia modificata che nasce per proteggere e contenere il frutto, in questo caso fatto a forma di pannocchia e di tonalità bianco crema che, maturando, assume il colore verde ritornando di un colore beige a maturazione raggiunta..
Ma anche quello che può sembrare il petalo unico di un fiore è in realtà un monocotiledone, atto a contenere, nutrire e proteggere l’embrione che racchiude. E' una foglia unica, embrionale, visibilmente simile a un monopetalo che, in realtà, è l’espressione arborea di una foglia modificata atta a racchiudere il suo seme, in fase di sviluppo).
Le fanerogame come il Filodendro sono piante con organi riproduttivi visibili (tipicamente lo stame e i pistilli), caratterizzate dalla presenza del seme. Ma allora, cos’è quella pannocchia all’interno del cotiledone? Il fiore, il frutto o il seme? E quali esattamente sono i genitali in vista della pianta nella sua effiorescenza?

Se il cotiledone, è lo stame, che è generalmente l’organo maschile del fiore (Androecium), nelle piante come questa cosiddette fanerogame, lo stame è costituito dalla bratta, ossia la foglia esterna modificata che sembra il petalo del fiore la cui forma oblunga che si richiama ad una conchiglia di Strombo (in Inglese conch shell) e potrebbe essere analogicamente ricollegata all’immagine della vagina, è in realtà l’organo riproduttivo maschile del fiore.
Lo spadice, sorta di “pannocchia” interna, è invece l’organo femminile del fiore (Gynoecium). Difatti, il gametofito femminile nelle piante Fanerogame è costituito dal sacco embrionale, in qualche modo il suo ovaio e, in questo caso lo spadice si richiamerebbe in particolare proprio alla forma dell’utero femminile (la “pannocchia”, detta ovulo che si può notare all’interno della bratta!) Al suo interno infatti, lo spadice, di colore bianco contiene l’embrione e, crescendo, diventa esso stesso il frutto cambiando il suo colore da bianco a verde e poi beige, denotando così la sua raggiunta maturazione, mentre la spata o bratta, una volta apertasi mostrando il suo interno femminile, si secca progressivamente e cade perché ha terminato la sua funzione.
Aiuto! Qui le cose si complicano… Cos’è allora questo? Il fiore, il gametofito maschile, quello femminile (lo spadice), l’ovulo o l’embrione stesso? E’ il seme o é il suo frutto? Ebbene, in un certo qual modo è ogni cosa fin qui menzionata, solo in stadi diversi di crescita e maturazione. Ecco, lo sapevo, debbo per forza arrivare ad una conclusione fantasiosa: si tratta di un fiore e frutto pansessuale perché Pan in Greco antico significa TUTTO!
Questa sorta di interscambio o “interdisciplinarità” dell’anatomia di questa foglia/fiore/frutto e seme di raffinata estetica nonché l’aroma dolciastro ed il suo sapore delizioso, unitamente alla rarità della sua comparsa, la rende a mio avviso assolutamente accattivante agli occhi ma anche idilliaca all’intelletto.
Se poi vi si aggiunge il richiamo biblico alla Parabola della moltiplicazione dei Pani e dei Pesci ed al fatto che in alcune credenze religiose dei Nativi del suo habitat endemico è considerata una pianta sacra poiché può fungere da medium verso gli Dei ed il suo fusto, di notevole altezza, le sue liane possono essere usate per condurre loro le preghiere ed i desideri degli umani, ho concluso che il fiore-frutto di questa pianta potrebbe essere definito come “Fiore del Paradiso” - "Paradise Flower" . Un fiore onnisciente e molto “inclusivo”, davvero meritevole di trovarsi proprio Lassù...
Del resto, se questa pianta viene chiamata con appellativi sciocchi come "Pianta del formaggio svizzero" o "gruyere" (vedi bufalate su Wikipedia) non posso io forse proporre un ben piu edificante "Fiore de Paradiso" data la bellezza e pregnanza estetica e la sconvolgente semantica che può richiamare questo fiore ermafrodita che si auto-impollina e possiede entrambi gli organi riproduttivi - femminile e maschile - che con la crescita simbiotica diventano visibili?
Ridenominare o conferire nomi successivi ad una pianta, secondo le regole dell’attribuzione del nome botanico (vedi Lemmo) è vietato, o meglio é sempre rinosciuto e accreditato il primo nome scentifico con cui é stata chiamata, così manterrò questo appellativo solo in cuor mio, un soprannome speciale con meritevole licenza poetica! Soprattutto ripensando ad un piacevole aneddoto occorsomi nell’ormai lontano 2003 e che ora, finalmente, troverebbe una plausibile ipotesi di spiegazione o di condivisione romantica.
Sognai ad occhi aperti, o meglio, ebbi una sorta di ispirazione, di immagine che si fissò nella mia mente: un bellissimo fiore bianco, a forma di calla ma con il petalo non appuntito, non rigirato all’esterno bensì al suo interno che non mi permetteva di vedere lo stame e i pistilli. Raccontai di questa immagine ad una mia amica di nome Ines con qualche capacità nell’interpretazione dei sogni che, al tempo delle gloriose chat su MSN, amministrava una comunità molto seguita, la “Dea Community”. Glielo descrissi e disegnai un rapido schizzo. Lei mi rispose: “Ma questo è il Fiore del Paradiso!” Le chiesi: “Ma dove si trova in natura?” “Non c’è, per lo meno nella nostra realtà”, rispose lei. Io insistetti: “Ma allora come fai a conoscere il suo nome e come fai a saperlo?” “Perché lo so e basta!” Replicò lei. Ed io: “Ma come lo sai?” E lei con un lieve sorriso finalmente rispose: “Perché l’ho visto anch’io!”
E’ mai stato rivelato a quale pianta appartiene realmente il Fiore del Paradiso? Forse no, ma nella realtà terrena probabilmente la Monstera deliziosa è la pianta che, almeno secondo me, genera il fiore che si candida ad avere l’aspetto più simile ad esso. Vedrò poi, una volta ascesa nell’Altro Mondo, se avevo ragione.
Tempus fugit…

White Angel

P.S.: Ulteriori post con foto da diverse angolature in arrivo!
Ma la prossima ricerca non prima che sia maturato a compimento il frutto del primo fiore della mia Monsteria, fiorito per la prima volta il 15.08.2021, dopo 5 anni.

Bibliografia:


DIZIONARIO LATINO OLIVETTI a cura di E. Olivetti
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edendeifiori.it “Filodendro” , by freelance webwriter ©Rita Bertacchini www.edendeifiori.it/1344/filodendro.php

antropocene.it del Prof. Guido Bissanti, Dottore Agronomo e Forestale, già nel Comitato Internazionale degli Ingegneri Agronomi Europei (CEDIA - Bruxelles) e ricercatore del CNR. Docente in Agraria presso l’Università di Palermo, ricercatore e specialista in Sviluppo Sostenibile, Termodinamica Ambientale ed Etica Socioeconomica, fondatore e Presidente dell’Associazione di volontariato per l’applicazione dello Sviluppo Sostenibile – "Terredelsud", coordinatore dell’Urban Center della Città di Agrigento. Dottore Agronomo, nel settore della Pianificazione Territoriale e della Progettazione Ambientale.
Si occupa in particolar modo di Sistemi Ambientali, Agricoltura Quantistica, Termodinamica Ambientale, Sviluppo Sostenibile e Analisi di Politiche Ambientali e Rurali.
© 2021 Un Mondo Ecosostenibile, di G. Bissanti con la collaborazione degli “Ideologi per un Mondo sostenibile”.

ISPESL Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, Organo Tecnico Scientifico del Servizio Sanitario Nazionale Italiano alle dipendenze del Ministero della Sanità, ed in particolare in tema di Tossicologia delle Piante.

ISPESL, Dipartimento di MEDICINA DEL LAVORO
Ricerca “ Le Piante Ornamentali, pericolo misconosciuto per la Salute” (accompagnata da schede informative ed illustrative e da bibliografia)
Pubblicato a cura del Dipartimento DOCUMENTAZIONE,INFORMAZIONE E FORMAZIONE.
Edizione ondine apparsa nel 2005 con successive integrazioni, permesso di stampa e diffusione.
Autori:
A. R. BIANCHI, P.ERBA, C. GRANDI, A. MARINACCIO, S. PALMI, M. NESTI, N.MUCCI, V. DE IORIO

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©Agraria.org istruzione agraria online

Grande Dizionario della Lingua Italiana. ©2018 UTET Grandi Opere Accademia della Crusca

Dizionario della lingua Italiana “©IL NUOVO DE MAURO”

DizionarioItaliano.it – ©NOMIX SRL

“Il Sabatini Coletti”, Dizionario della Lingua Italiana 2018
© Rizzoli Education S.p.A., Milano

©2021 - Giardinaggio.it

©2021 Tuttogreen S.r.l.

“Piante utili contro l’inquinamento domestico”,
dal Blog ©Il mondo in un Giardino a cura di Ilaria
ilmondoinungiardino.blogspot.com/2012/12/piante-utili-con...

FORUM ©Fruttama (decennale tematica sul frutto e sul fiore del Filodendro, tuttora arrichito di esperienze dirette, foto e consigli pratici)

Ricerca libera online aggiuntiva, Libre Internet Research on: Monstera miti e verità, leggende, superstizioni, credenze popolari, benefici, svantaggi, Monstera e Feng Shui. Scritti ripubblicati in una miriadi di siti e blog che non ne creditano la fonte, per cui è impossibile risalire agli autori, per es.:

it.blabto.com
flowers-it.designluxpro.com
it.womanexpertus.com

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Enciclopedia Treccani, ©Giovanni Treccani S.p.A. de: Le piante Fanerogame

©www.ilgiardinocommestibile.it/famiglie/araceae/araceae/

Il frutto “proibito” del Paradiso. Che frutto mangiarono Adamo ed Eva nella Genesi ©usandculture.wordpress.com

«Sed fugit interea fugit irreparabile tempus» Le Georgiche. Poema in Latino di Virgilio, 1469

©2021 WhiteAngel own research (mia ricerca e compendio personale).
Compilazione terminata e pubblicata su Flickr il 19.08.2021

NOTE: questa piccola indagine potrà subire variazioni, integrazioni e commenti aggiuntivi grazie al concorso spot-on di altri membri di Flickr. Qualora il frutto giungesse a maturazione variando nuovamente il suo aspetto, sarà inoltre arricchita di ulteriori foto del frutto e delle sue componenti interne. L’autrice ringrazia fin d’ora tutti coloro che vorranno, anche con brevi commenti, proposte, suggerimenti o correzioni, contribuire per la valutazione di integrazioni.

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